Gli Scavi di Ercolano: l’altra città scomparsa

Scavi di Ercolano

31 mar Gli Scavi di Ercolano: l’altra città scomparsa

Visitare gli scavi di Ercolano è una delle esperienze necessarie per chi è andato a Pompei e vuole completare la conoscenza della società e della civiltà antiche al tempo dell’eruzione.  Ma la visita è adatta anche a chi è semplicemente curioso della storia dell’eruzione e vuole un’esperienza in più, un’esperienza che si rivelerà appassionante e emozionante.  Quindi, avendo come punto di partenza l’Hotel del Sole, in pochi chilometri – un quarto d’ora – si arriva agli scavi di Ercolano.

L’eruzione del 79 d.C. non distrusse solo Pompei, ma tutta una serie di località e città che erano nella vasta area del vulcano. Ercolano era una di queste città, diversa da Pompei, perché più piccola, ma anche perché abitata da persone più ricche e che risiedevano in Campania per l’otium e non per affari. L’otium per gli antichi romani non era semplicemente il “non far nulla”, bensì l’opportunità che solo pochi privilegiati potevano concedersi per riflettere, studiare, leggere, dedicarsi a se stessi. Anche a Pompei ci sono abitazioni di questo tipo, ad esempio la Villa dei Misteri era probabilmente una di queste, ma la città era animata da una ricca imprenditoria legata all’agricoltura, da fermenti politici, mentre a Ercolano si ha l’impressione di visitare un luogo più tranquillo, con ricche abitazioni, in una posizione panoramica eccezionale, con la spiaggia che dava sul Golfo di fonte all’isola di Capri.

La visita a Ercolano dunque è simile a quella di Pompei – una città ferma al momento della sua distruzione, in cui è visibile tutta la vita quotidiana – ma anche diversa, perché presenta un luogo differente, con caratteristiche nuove; un po’ come visitare oggi una bella e industriosa città – Verona, Brescia, ad esempio – e  poi una città di villeggiatura e di riposo, come Rimini. Affascinate l’una e l’altra visita.

La vita a Ercolano

Ercolano aveva probabilmente circa 4000 abitanti, mentre Pompei poteva vantarne quasi dieci volte tanto. Arrivare agli scavi oggi significa vedere la città dall’alto, compatta nella sua struttura. Bisogna immaginare che allora era lambita dal mare e che gli archi che si vedono al limite della città antica erano ricoveri per barche. Lì si vedono ancora gli scheletri degli abitanti che evidentemente si erano rifugiati sulla spiaggia per cercare una via di fuga dall’eruzione e che furono uccisi tutti da un’ondata di calore che raggiunse i 400°. Si entra in città da un ponte sospeso, cosa che rende ancor più affascinante l’accesso, e si iniziano a percorrere le antiche strade, perfettamente riconoscibili, con i marciapiedi, i termopolium (gli antichi bar) a molti incroci, le case che hanno accesso appunto dalla strada. Case ricche, che sono state trovate piene di suppellettili e di mobili, molte con decorazioni ancora visibili e che testimoniavano il lusso degli abitanti. In una delle ville in periferia si è trovata una preziosa biblioteca composta di 400 libri, e ricordiamo che allora un libro era davvero un oggetto di lusso, interamente scritto a mano.

A Ercolano gli edifici privati prevalgono nettamente su quelli pubblici, perché in realtà lo scavo è stato effettuato per il 50% e il resto degli antichi edifici è sotterrato sotto le case moderne. E comunque sono visitabili una palestra, delle terme, uno spazio dedicato al culto dell’imperatore. Un sito magico, assolutamente da visitare per rivivere per qualche ora la vita in una città di 2000 anni fa.

Hotel del Sole
info@hoteldelsolepompei.it


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