L’Anfiteatro di Pompei, un grande monumento di epoca romana

anfiteatro di pompei

08 set L’Anfiteatro di Pompei, un grande monumento di epoca romana

Il primo anfiteatro in pietra

Di fronte all’Hotel del Sole c’è l’ingresso agli scavi denominato Anfiteatro, perché porta subito a questo grande monumento che testimonia la passione che in epoca romana c’era per i giochi gladiatori. Tali giochi si svolgevano in un edificio di questo tipo come in ogni città dell’impero (a Roma c’è l’Anfiteatro Flavio, cioè il Colosseo). In Campania poi c’era il massimo dell’interesse per questo tipo di divertimento, che a noi sembra crudele e sanguinario, ma che per la sensibilità degli antichi abitanti di Pompei era invece considerato il divertimento per eccellenza. Ciò è dimostrato appunto dalla costruzione di questo Anfiteatro, che è il più antico in muratura conosciuto, costruito alla fondazione della colonia romana, quando cioè Pompei entrò a far parte a pieno titolo dello Stato – allora ancora repubblicano – romano. La costruzione risale infatti al 70 a.C. quando il Colosseo romano è stato costruito proprio negli anni della devastazione di Pompei, 140 anni dopo e il primo anfiteatro in muratura di Roma è stato costruito comunque 50 anni dopo quello di Pompei. La costruzione dimostra l’abilità dei romani nelle edificazioni in muratura, e questo si può osservare guardando i passaggi a volta che portano all’arena, gli archi ciechi, la grande scalinata della platea su cui si accomodavano migliaia di spettatori. Nei giochi più importanti, offerti dai cittadini più ricchi della città (una via di mezzo tra il pagamento delle tasse e una forma di mecenatismo) veniva montato anche un velario, che serviva a proteggere dal sole. Perché i giochi duravano a volte l’intera giornata, e prevedevano diverse forme di incontri e duelli.

I giochi gladiatori

La passione dei pompeiani era accesa e portava a forme di tifo per i propri campioni che ricordano il peggio del nostro tifo calcistico: l’Anfiteatro era stato chiuso per anni, a causa di una lunga squalifica che era toccata al “campo di gioco” in seguito a incidenti tra tifoserie di Pompei e della vicina città di Nocera, scontri che avevano addirittura causato morti.

Si moriva nell’arena, ma anche sugli spalti, dunque, almeno in qualche occasione. Entrare nell’arena appunto è una grande emozione, sbucare da uno dei corridoi lì dove si svolgevano i combattimenti sotto gli occhi di tanti spettatori eccitati, dà una particolare emozione. Gli spettacoli erano gratuiti e richiamavano grandi folle. Il combattimento tra gladiatori che lottavano armati di gladio (una spada corta usata anche dai legionari, da cui il nome) e scudo o di una rete e un tridente. Non tutti gli scontri si concludevano con la morte del perdente, che veniva decretata dal pubblico in base al coraggio e alla bravura dimostrata: un gladiatore costava molto di addestramento e di mantenimento, quindi la maggior parte dei combattimenti finiva con ferite, ma senza l’esecuzione. Ma certo la morte prima o poi raggiungeva la maggioranza dei gladiatori, solo pochi dei quali, grazie a abilità e coraggio, si conquistavano la libertà. Prima dei duelli veri e propri si svolgevano altre forme cruente di spettacolo, come le cacce a animali feroci o le lotte tra animali. C’erano poi occasioni in cui i condannati a morte venivano portati nell’arena per essere giustiziati, magari allestendo intorno a questa morte un vero e proprio spettacolo. In tanti film hollywoodiani abbiamo visto questi spettacoli, ad esempio in Quo Vadis? con il fortissimo Ursus che abbatte un toro a mani nude.

Oggi tutto questo fa orrore, e noi ci scandalizziamo per la barbarie di questi sport, ma chissà cosa diranno i nostri successori quando vedranno i filmati degli ultras che si picchiano per una partita di calcio! Per il momento godiamoci la vista di questo spettacolare Anfiteatro, e pensiamo a quello che qui è accaduto per tanto tempo.

Hotel del Sole
info@hoteldelsolepompei.it


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