Il Beato Bartolo Longo, un benefattore moderno

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16 giu Il Beato Bartolo Longo, un benefattore moderno

Il beato Bartolo Longo, un personaggio straordinario

La Pompei moderna è una creazione di un personaggio straordinario, il beato Bartolo Longo. Una storia avventurosa la sua, se consideriamo avventure anche quelle dello spirito, una storia di determinazione e di devozione, di fede totale e di moderna capacità che possiamo definire manageriale.

Bartolo Longo, che era nato in Puglia da una agiata famiglia nel 1841, ebbe una gioventù ricca di divertimenti, di vita spensierata, di leggerezza. Trasferitosi a Napoli per conseguire la laurea in Giurisprudenza si fece influenzare dall’ambiente anticlericale e positivista fino, addirittura, a d aderire a sette sataniste. Ma presto la fede lo toccò e lo fece dedicare, fina alla fine della sua vita, a una devozione totale, rivolta in particolare al culto della Madonna del Rosario.

La sua nuova vita, dedicata all’assistenza dei bisognosi e alle opere caritatevoli, ebbe una nuova scolta con la conoscenza di una vedova, la contessa De Fusco, che aveva bisogno di un precettore per i cinque figli e un amministratore per i beni lasciatile dal ricco marito. Così Bartolo Longo si legò alla contessa trasferendosi nella Valle di Pompei dove ella viveva. Questa era una zona agricola di grande povertà e di miseria anche spirituale, con gli scavi archeologici che ospitavano periodicamente colti visitatori, ma che non rappresentavano nulla nella vita dei contadini dell’area. La constatazione delle triste condizioni della popolazione, la presenza di un’antica chiesa nella zona ormai decadente, la sua fede e la devozione nel Rosario, diedero vita al suo sogno, quello che gli consentì di fondare non solo un grande, visitatissimo Santuario, ma anche una nuova città, la moderna Pompei.

La fondazione del Santuario e della nuova città

Il tutto iniziò con il trasporto di una deteriorata immagine della Madonna del Rosario nella chiesetta di Valle di Pompei, immagine che fu restaurata e intorno a cui si accese la devozione popolare. Grazie alla sua fede e a un’idea moderna di comunicazione, Bartolo Longo lanciò una campagna mondiale di raccolta fondi (oggi diremmo di crowdfunding)  attraverso il giornale che fondò e che ha avuto decine di edizioni in tutte le lingue e che ancora si stampa. Ben presto la fama del quadro si affermò, grazie ai primi miracoli che si avverarono nei devoti alla Madonna, e questo creò il volano per la costruzione della grande e bella chiesa che oggi si ammira al centro della città. Ma non si fermò alla costruzione della chiesa l’impegno di Bartolo Longo, che invece crebbe in operazioni caritatevoli a sfondo sociale. I figli dei carcerati e poi le figlie furono affidati a enti benefici che ne curarono l’educazione e l’inserimento nel lavoro. Intorno alle fabbriche e alle officine nate in questo modo crebbe una cittadina, che presto ebbe un ufficio postale, e poi una stazione, un quartiere di case per gli operai, mirabile esempio di edilizia sociale, e man mano tutto quello che andò a creare la città di Pompei.
Bartolo Longo morì nel 1926 in totale povertà, dopo aver donato la sua vita e i suoi beni alla fede e alla causa della socialità. Solo nel 1980 Bartolo Longo fu proclamato Beato, ma la città di Pompei, così come la consociamo, sa bene a chi deve il miracolo della sua rifondazione.

Hotel del Sole
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