Pompei e il suo immaginario: film, romanzi, quadri

Pompei nella cinematografia

18 mar Pompei e il suo immaginario: film, romanzi, quadri

I film su Pompei

Pompei, film del 2014, è solo l’ultima testimonianza del successo che l’eruzione di Pompei ha avuto nell’immaginario collettivo. Il film Pompei ha incassato nel mondo più di 100 milioni di dollari, e si è basato oltre che un cast di qualità, anche su effetti speciali e ricostruzioni virtuali di alto livello, visto anche che la regia è stata affidata a  uno specialista del cinema di fantascienza,  Paul W. S. Anderson, il regista della serie Resident Evil, oltre che marito di Milla Jovovich. Ma la storia dei film su Pompei è molto più antica, antichissima addirittura, con strutture narrative in fondo simili a quella dell’ultimo, ma basate quasi sempre su di un romanzo ottocentesco, “Gli ultimi giorni di Pompei”. Il primo film fu realizzato in Italia nel 1908 ed è un pezzo di storia del cinema, perché è il primo kolossal mai realizzato, film con tante comparse e grandi effetti, destinato a stupire il grande pubblico. La seconda versione  (la copia restaurata del film si può vedere integralmente su YouTube) fu realizzata già nel 1913, diretto da Mario Caserini, un filmone di quasi un’ora  e mezza (ai tempi una lunghezza considerevole), un grande successo internazionale, che lanciò la nostra filmografia nel mondo e che fu copiata poi da Hollywood come modalità produttiva. I film sono continuati con versioni americane, francesi , fino ad arrivare al 1959, con la co-regia del grande Sergio Leone– fu la sua prima esperienza dietro la macchina da presa –  di un ennesimo capitolo di questa saga.

Nel 2007 poi la Rai produsse una mini serie in due puntate dal nome “Pompei”, in cui gli ingredienti sono sempre gli stessi: corruzione, amori infelici, cattivi che tramano nell’ombra, gladiatori e gran finale con l’eruzione che dipana tutti i nodi narrativi. Qui, in più, ci sono le persecuzioni contro i cristiani, a legare questo film a storie simili come Ben Hur o Quo vadis?  I gladiatori e l’arena sono quasi sempre protagonisti, ad aggiungere un elemento che da sempre fa attrazione, dimenticando che, all’epoca dell’eruzione, l’arena di Pompei era stata squalificata – diremmo con linguaggio moderno – per i gravi incidenti che si erano svolti qualche anno prima.

Gli ultimi giorni di Pompei

Il romanzo da cui tutto è nato fu  scritto dal britannico Edward Bulwer-Lytton nel 1834 e fu subito un grande successo, a testimoniare il fascino che anche nell’800 aveva la città sepolta. Bulwer Lytton non è certo un campione di grande letteratura, ma i suoi romanzi allora vendevano molto ed è famoso anche per un’altra curiosità: è suo il famoso incipit: “Era una notte buia e tempestosa”, imitato e parafrasato da tanti scrittori, e incipit dei romanzi che Snoopy scrive battendo furiosamente sui tasti della sua macchina da scrivere posta sulla cuccia. E, tanto per completare questo viaggio nell’immaginario visivo, sembra che l’idea del romanzo venne a Bulwer Lytton guardando un quadro russo che appunto si intitola “Gli ultimi giorni di Pompei”, un quadro all’epoca famosissimo, dipinto durante un viaggio in Italia  e dopo aver visitato gli scavi, dal pittore russo Karl Pavlovič Brjullov. Quindi Pompei ha ispirato film, quadri, romanzi, serie tv, segnando per sempre l’immaginario di tante generazioni. Un motivo in più per visitarla, e fare sede all’Hotel del Sole, posto di fronte agli scavi e a due passi dall’arena che è lo scenario di tutti questi film e romanzi.

Hotel del Sole
info@hoteldelsolepompei.it


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