I dolci napoletani tra storia e tradizioni

sfogliatelle

09 nov I dolci napoletani tra storia e tradizioni

I dolci napoletani, tra plebe e nobiltà

I dolci napoletani sono uno dei fattori portanti dell’identità della terra campana. Come sempre li chiamiamo “napoletani” perché lì hanno preso fama e notorietà, ma come abbiamo raccontato molte volte, le cose di Napoli nascono spesso altrove e  si possono consumare anche lontano dal capoluogo (una capitale, in realtà). La sfogliatella, ad esempio, nasce a Conca dei Marini, la pastiera nasce leggendariamente a mare in una barca di pescatori, gli struffoli addirittura vengono dalla Grecia o dalla Spagna. E se a Napoli tutto ciò è di grande qualità, possiamo dire che intorno a Napoli si trovano eccellenze di ogni tipo, anche tra i dolci. Veniamo a raccontare con calma.

Dolci napoletani: la sfogliatella e il babà

C’è chi viene da vicino e chi da lontano, chi ha origini popolari e chi nobili. La sfogliatella nasce nel Convento di Santa Rosa a Conca dei Marini, un delizioso paese della Costiera amalfitana. La storia (la leggenda?) vuole che una suora a cui era avanzata della semola cotta nel latte, decise di inventarsi qualcosa, e sperimentando e aggiungendo creò la prima Santa Rosa, come venne chiamato il dolce, cioè una sfogliatella con crema  e amarena. Dunque la Santa Rosa venne prima della sfogliatella, non il contrario, come molti credono. La ricetta rimase gelosa prerogativa delle suore, finché un oste napoletano, Pasquale Pintauro, non riuscì a carpirla, forse grazie a una zia suora. L’osteria si trasformò in pasticceria, la crema e l’amarena vennero eliminate ed ecco la “riccia” che ancora conosciamo e che ancora si può gustare dagli eredi di Pintauro in via Toledo.

Il babà invece viene dall’invenzione di un re goloso, Stanislao Leszczski di Polonia, che lo creò e lo portò poi a Parigi, visto che la figlia aveva sposato il re di Francia Luigi XV (quello di “dopo di me, il diluvio” previsione azzeccata, visto che il figlio fu decapitato nella Rivoluzione Francese). E poi da Parigi il dolce finì a Napoli, dove assunse l’aspetto e il gusto che conosciamo.

Dolci napoletani: pastiera e struffoli

Dolci dalle origini nobili e dolci popolari, come la pastiera, fatta di grano ammollato nel latte, ma, come indica il nome, probabilmente nata dalla pasta avanzata resa morbida appunto nel latte. Ne parla già Basile nel suo “Cunto de li Cunti”, la raccolta di racconti e favole ambientata nel contado napoletano, e quindi nell’area vesuviana, che fa da cornice alle storie.  Dolce della tradizione pasquale, la pastiera, e invece gli struffoli sono il dolce natalizio per eccellenza in Campania e vengono da lontano, chi dice dalla Grecia, chi dalla Spagna, ma tra poco regnerà sulle tavole di tutta la Regione. È il caso di venire a assaggiarlo insieme con tutte le altre delizie della pasticceria.

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