Presepi napoletani in giro per la Campania

presepe napoletano

15 dic Presepi napoletani in giro per la Campania

Visitare i presepi

Il presepe napoletano è uno dei simboli più caratteristici del Natale. I “pastori”, come vengono definite le statuette che compongono l’affollato villaggio che fa da cornice alla natività, sono uno degli elementi più caratteristici della devozione popolare, ma anche dell’arte applicata. A Napoli nel ‘700 il presepe ebbe la sua massima fioritura e infatti i pastori sono ancora definiti in relazione a quella splendida stagione dell’artigianato artistico napoletano, che ha tuttora i suoi epigoni, artigiani di grande abilità che conservano inalterata l’abilità e la tradizione. A Pompei quest’anno si può visitare, insieme con le altre manifestazioni dedicate al Natale, una mostra gestita in relazione con gli artigiani di San Gregorio Armeno, la via di Napoli in cui la tradizione viene conservata. Ma a partire da Pompei si può organizzare un viaggio alla ricerca dei più bei presepi della tradizione napoletana.

Via San Gregorio Armeno

Quindi il passaggio per Napoli è obbligatorio: innanzitutto appunto nella via dedicata, quella San Gregorio Armeno in pieno Centro Storico dove trovare esposti i pastori della tradizione, le casette e le grotte, il sughero per costruire la base del presepe – il cosiddetto scoglio – , i Re Magi, e le statuette più importanti, quelle della Sacra Famiglia accompagnate, inevitabilmente da bue e dall’asinello. Caratteristica della via è anche la proposizione nel presepe di personaggi moderni, legati specialmente a Napoli; immancabili Totò e Maradona, ma presenti anche i protagonisti del gossip e della politica.

I grandi presepi del 700

Se si vuole vedere però i migliori esemplari della tradizione classica settecentesca, a Napoli non mancano gli esemplari di grandissimo pregio. I due forse più belli e famosi sono il presepe Cuciniello e quello cosiddetto del Re. Il primo si trova all’interno del Museo della Certosa di San Martino, e fu messo insieme con pezzi preziosi e originali nell’800 da un collezionista, Michele Cuciniello, che lo progettò e realizzò. Qui possiamo vedere la Natività ambientata in ruderi romani, e questo per un doppio motivo: da sempre la natività veniva rappresentata nei quadri all’interno di rovine, per testimoniare come la nuova era si costruisse sulle macerie della civiltà pagana. Ma anche perché il 700 è il secolo della scoperta degli scavi di Pompei, e i resti romani sono un classico dell’immaginario dell’epoca. L’altro presepe è di proprietà del Banco di Napoli, ma è esposto all’interno della Reggia e quindi è conosciuto come del Re.

Ma del Re era invece sicuramente il presepe magnifico che si può ammirare nella Reggia di Caserta, un esempio di quella che doveva essere la tradizione reale, in cui tutti erano impegnati, anno per anno, a progettare e a realizzare questo capolavoro di devozione, strutturato sempre su tre passaggi: l’annuncio ai pastori, la Natività e l’osteria, che doveva servire come esempio della vita laica e peccaminosa, in contrapposizione a quella santa della nascita del Bambino.

Un motivo in più, la visita ai presepi, per venire in Campania e per far base a Pompei, da cui si dipartono mille strade per il piacere del turista.

Hotel del Sole
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